| Il
Castello di Pietrarossa
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Fondato originariamente durante la dominazione
araba come fortezza per presidiare la valle
del Salso, crollò improvvisamente la
notte del 27 febbraio 1567 a seguito di un movimento
franoso.
Il castello deve il suo nome al color ocra dei
mattoni che rivestivano le sue torri, realizzati
in pietra di Sabucina.
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Al Castello di Pietrarossa
e al nome arabo di Caltanissetta è legata
una leggenda, gli antichi storici normanni,
infatti, spiegavano il nome arabo della città,
- Kalat Nisa - cioé 'Castello delle Donne',
riferendosi alla leggenda secondo cui l'emiro
di Palermo custodiva le sue donne proprio in
questo castello, e le spose in attesa del suo
ritorno preparavano vari dolci tra cui una sfoglia
fatta essiccare al sole che poi veniva riempita
con ricotta fresca: l'antenato del cannolo.
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Ma questa storia risulta
poco probabile in quanto le caratteristiche
costruttive del Castello-Fortezza non rispondevano
alle esigenze di un harem, mancavano, poi, giardini,
fontane e il luogo era costantemente battuto
dai venti ed era evidentemente poco adatto a
custodire delle principesse reali.
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Il nome di Caltanissetta
va spiegato, invece, riferendosi a motivi di
tipo socio-economico, visto che la città
per la maggior parte dell'anno era abitata solo
da donne e bambini, mentre gli uomini erano
impegnati nel lavoro in campagna e di rado tornavano
al borgo.
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Il castello di Pietrarossa
venne sempre e solo utilizzato, sia dagli arabi
che, successivamente, dagli svevi, a scopi difensivi,
e venne destinato, per un breve periodo, ad
usi abitativi solo sotto i Moncada, che comunque
a causa della sua scomodità lo abbandonarono
presto e se ne servirono come prigione.
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L'unica rappresentazione
che resta tuttora del castello è un quadro
del '500 che si trova presso i musei Vaticani
e che è servito da ispirazione ad uno
dei plastici realizzati dal prof. Santagati
ed esposti durante la mostra 'Qal-at-Nisa -
il nostro mondo arabo' .
Secondo questo quadro il castello, era costituito
da tre torri, e oggi rimangonosolo una parte
della torre di difesa e una parte del 'maschio',
la parte centrale della fortezza. Il castello
è raffigurato in maniera stilizzata anche
nello stemma della città.
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