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La storia della citta' di Caltanissetta affonda le proprie
radici in epoca preistorica ascrivendosi al IV millennio
a.C. Infatti, in base alla presenza di reperti risalenti
all'eta' del bronzo e di sepolcri a camera scavati nella
roccia, si suppone che la citta' fosse abitata gia'
in eta' antichissima. Tuttavia il centro si sviluppa
in modo organico solo durante la colonizzazione greca
dell'isola, tant'è che Caltanissetta viene considerata
come la continuazione dell'antico sito di Nissa, una
piccola citta' presidiata da Siracusa, posta sul Monte
denominato Gibil-Gabib.
Con la fine della seconda guerra punica nel 212 a.C., l'isola passa sotto la dominazione dei romani. Ma la regione conserva per lungo tempo peculiari caratteri ellenistici poiché la romanizzazione dell'isola rimane superficiale. Lo prova il fatto che i romani non fondarono alcun centro importante in Sicilia. La loro influenza è visibile nelle campagne piuttosto che nelle città; ad esempio, a Caltanissetta, tracce romane sono ravvisabili nell'Abbazia di S. Spirito, antico avamposto militare, successivamente trasformato
in granaio e poi in Abbazia.
Una vera e propria modifica delle strutture economiche
e giuridiche isolane fu operata dagli arabi, che giunsero
in Sicilia nella prima metà del IX secolo: a
loro si deve la frantumazione dei latifondi in nuclei
minori, la costruzione di un capillare sistema idrico
e la salvaguardia dei boschi circostanti il territorio.
Con gli arabi assistiamo ad un'ampia diffusione della
religione islamica, tranne che nelle valli più
riparate, dove permasero presenze greco-cristiane. Il
retaggio della cultura araba è, tutt'oggi, ravvisabile
nella toponomastica siciliana che ne conserva vari prefissi.
Nel 1086, quando il Conte Ruggero conquista il Castello
di Pietrarossa, i Normanni pongono fine al dominio arabo,
restituendo l'isola alla giurisdizione della chiesa
romana ed instaurando il sistema feudale nelle campagne.
La regione diviene, in tal modo, una terra di netto
predominio aristocratico. Nella seconda metà
del 1100 la città passa agli Svevi; in particolare
si deve a Federico II l'istituzione di S. Maria degli
Angeli come chiesa parrocchiale.
Successivamente la città cade sotto la dominazione
degli Aragonesi; nel 1371 circa il re di Sicilia Federico
III muore senza lasciare eredi maschi. La lotta per
la successione al trono vede trionfare Martino, nipote
del re spagnolo. Martino sposa Maria, figlia di Federico
III, che era stata rapita e portata in Spagna da Guglielmo
Raimondo Moncada, estromesso dalla spartizione della
Sicilia alla morte del re. Martino aveva, dunque, un
debito di gratitudine nei confronti di Guglielmo Raimondo
e, pertanto, cede Caltanissetta ai Moncada, una delle
famiglie siciliane più potenti. Durante il loro
governo, nonostante il diffondersi di numerose epidemie
di peste, la città conosce un periodo di benessere
socio-economico. Infatti dal XV secolo in poi, Caltanissetta
diviene protagonista di un nuovo sviluppo urbanistico,
al di fuori della cinta muraria, che comporta il cambiamento
della struttura residenziale. Sono questi gli anni in
cui hanno inizio i grandi lavori di abbellimento ed
ingrandimento della città: si comincia a costruire
la Cattedrale, viene fondato il Monastero femminile
benedettino del Salvatore, viene terminato l'acquedotto
del Bagno ed, infine, viene iniziata la costruzione,
tutt'oggi rimasta incompiuta, del Palazzo Moncada, destinato
ad essere la reggia di Luigi Guglielmo Moncada Aragona.
I Moncada vivono una vita raffinata; ricevono ospiti
illustri e si dedicano alla caccia e a tutte quelle
attività che si confanno al ceto nobiliare. Nel
1627 Luigi Guglielmo Moncada Aragona riceve l'investitura;
durante il periodo delle rivolte anti-spagnole egli
si pone come difensore del re di Spagna da cui, però,
non ottiene i dovuti onori e le cariche desiderate.
Partecipa dunque ad una congiura il cui scopo è
quello di ottenere l'indipendenza della Sicilia. La
congiura viene sventata per colpa del conte di Mazzarino,
e così il conte Moncada viene richiamato in Spagna
dove muore nel 1672; si chiude, in tal modo, uno dei
periodi più travagliati della storia nissena.
Infine, dopo il lungo dominio spagnolo e borbonico, nel 1860 Caltanissetta viene annessa al Regno d'Italia.
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